Come donare o regalare casa e soldi ai figli per evitare problemi con il fisco
Ci sono regole di buon senso da rispettare se non si vogliono avere problematiche con il fisco o di carattere successorio quando si dona ad un figlio
Nel periodo storico attuale accade non di rado che un genitore aiuti i figli bonificandogli soldi sul conto sia per un aiuto economico o anche per comprare una casa.
Cos'è la donazione
Quando vi è un passaggio di denaro tra genitori e figli caratterizzato da “spirito di liberalità” ovvero la volontà di arricchire l’altro senza alcun interesse, si parla di donazione come previsto dall’art. 769 del Codice Civile.
Possiamo avere più ipotesi di donazione da parte di un genitore al figlio:
- essere proprietario di una casa per donarla in seguito al figlio
- donare direttamente i soldi al figlio per qualsiasi fine
- dare i soldi al figlio che poi li utilizzerà per comprare casa
- pagare direttamente il venditore di una casa da destinare al figlio
Donazione diretta di soldi o di una casa ai figli: vantaggi e svantaggi
Il primo caso, è il caso della donazione diretta. Parliamo del caso della donazione diretta dell’immobile da parte del padre.
Il primo grande svantaggio della donazione è che, al contrario della compravendita, si tratta di un trasferimento instabile. Infatti i legittimi eredi del donante hanno fino a 20 anni di tempo per impugnare la donazione (o 10 anni in caso di morte del donante) in caso di lesione delle proprie quote legittime. Il rischio è quello di dover restituire il bene ricevuto in donazione.
Un secondo svantaggio riguarda la possibilità che la banca rifiuti di iscrivere un’ipoteca o di concedere un mutuo per esempio di liquidità sul bene donato sempre a causa del diritto degli altri eredi legittimi di impugnare la donazione per 20 anni. Questo immobile oggetto di donazione quindi non è ben visto dalle banche e potrebbe compromettere la commerciabilità futura del bene.
Un altro caso di donazione diretta è quando si danno i soldi ad un figlio, a prescindere che poi la utilizzi per comprare casa, come semplice spirito di liberalità.
In questo caso, specialmente per importi di una certa entità, quando la somma donata è significativa rispetto ai rispettivi redditi, è bene andare dal notaio.
Una prima volta per donare i soldi: si recheranno dal notaio i genitori e il figlio; non si paga imposta di donazione se l’ammontare della donazione non supera 1milione di euro in quanto è prevista una franchigia di tale importo per ogni parente in linea retta, ma va pagata l’imposta di registro e il compenso al professionista.
Il denaro andrà poi versato sul conto del donatario tramite bonifico bancario o altro mezzo tracciato. Poco importerà se successivamente il figlio utilizzerà tale somma per acquistare un immobile, e in tal caso saranno pagati i relativi costi notarili e imposte.
Indubbiamente questa soluzione è più costosa poiché si deve pagare due volte il notaio, ma presenta alcuni vantaggi: non potrà esserci alcun problema con il fisco, essendo la donazione un atto registrato. Non emerge poi nessuna donazione dall’atto di compravendita, il che facilita l’eventuale successiva vendita da parte del figlio dell’immobile.
Donazione indiretta di soldi o di una casa ai figli: vantaggi e svantaggi
Una soluzione per evitare la duplicazione dei costi appena visti, è quello di optare per la donazione indiretta.
La donazione indiretta si compie quando lo scopo della stessa non è la donazione di denaro, ma un fine diverso come l’acquisto di una casa. La Cassazione ha sancito che le donazioni indirette, e quindi nello specifico anche le donazioni per l’acquisto di una casa, non scontano alcuna imposta purché rispettino 2 requisiti:
• Il primo requisito è che Vengano realizzate con bonifico bancario o altro mezzo tracciato come per esempio un assegno circolare indicando la causale “donazione per acquisto casa” nel caso in cui il genitore effettua il bonifico sul conto del figlio, o per es. donazione per pagamento prezzo casa nome e cognome, in caso il genitore effettui il bonifico direttamente al venditore della casa. Non ci sono formule specifiche ma più si è precisi, meglio è.
• Il secondo requisito è che nell’atto di compravendita definitivo sia indicata la provenienza dei soldi. Il Notaio dovrà inserire una clausola che dichiari che l’acquirente paga il prezzo (tutto o in parte) con denaro ricevuto in donazione tramite mezzo tracciato, o che parte o tutto il prezzo è stato pagato dal genitore al venditore i cui soldi provengono proprio da un conto corrente intestato al genitore.
Solo con la chiarezza di tali passaggi è possibile evitare le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Infatti l’onere della dimostrazione della prova è a carico del contribuente.
Se questa manca, il Fisco potrà concludere che i soldi per l’acquisto della casa provengano da redditi non dichiarati.
Inoltre si potrà evitare la tassazione della donazione tra padre e figlio.
Ecco perché è sempre bene che il denaro circoli con strumenti tracciabili. Se si rispettano queste regole di prudenza, la donazione indiretta è sicuramente più conveniente e veloce di quella diretta.
Inoltre la tracciabilità della donazione indiretta tutela anche gli altri eredi in quanto rende trasparente e tracciabile l’avvenuta donazione di denaro nei confronti di uno dei figli.
Quindi in definitiva, i vantaggi della donazione indiretta sono:
• Si evitano due passaggi di proprietà dell’immobile.
• I costi notarili sono dimezzati perché si limitano a un unico rogito.
• Non bisogna pagare le imposte di donazione.
• Libera circolarità commerciale dell’immobile. la donazione indiretta non limita in alcun modo la circolarità commerciale dell’immobile acquistato. L’acquirente sarà sempre libero di vendere la casa acquistata senza alcuna limitazione e senza obblighi di restituzione delle somme ricevute al donante.
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