IL VIX, L'INDICE DELLA PAURA

Il VIX stima la volatilità implicita delle opzioni (call e put) sullo S&P 500, ed è l’espressione della variabilità attesa dagli operatori circa il principale indice azionario Usa. Gli operatori dei mercati finanziari osservano il VIX facendo attenzione in particolare alla soglia dei 20 punti. Questa è tradizionalmente la soglia critica che demarca una condizione di bassa volatilità (ottimismo sui mercati) da uno scenario di alta volatilità (tensione sui mercati), il quale è generalmente associato ad un ribasso dei mercati azionari (n.b. La volatilità descritta dal VIX è da intendere in entrambe le direzioni, quindi anche al rialzo).

Durante periodi di grande incertezza, la paura di un forte calo nel livello dei prezzi stimola la domanda di opzioni put, utili al fine di coprirsi da eventuali ribassi bloccando il prezzo di vendita. Da qui consegue un aumento della loro volatilità implicita e dunque del valore dell’indice VIX. Al contrario, durante i periodi di mercato rialzista c’è più fiducia tra gli operatori, i quali hanno meno necessità di coprirsi da un eventuale crollo delle Borse. In queste fasi il VIX generalmente tende a stazionare su livelli inferiori a 20.

Tanto più alto è il VIX, maggiore sarà la percezione del rischio presente sul mercato tanto che nel gergo finanziario il benchmark si è guadagnato il l’appellativo di indice della «paura». Perché la volatilità implicita è importante? La volatilità implicita è uno dei fattori determinanti nel pricing delle opzioni. Per questo motivo più questa variabile è alta maggiore sarà il premio dell’opzione, in quanto più grandi saranno le possibilità di guadagno. La volatilità implicita è una stima sui prezzi futuri che non ha niente a che fare con quelli attuali. Anche se gli investitori prendono in considerazione la volatilità implicita nelle loro decisioni di investimento, causando un impatto diretto di questa sul livello dei prezzi di oggi, non c’è nessuna garanzia che le aspettative sui prezzi futuri si realizzino effettivamente. 

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Conviene investire nel vix in ottica di copertura?

Come visto, quando i mercati soffrono a causa di qualche evento imprevisto o qualche dato oltre le attese (in senso negativo), aumenta la volatilità dei mercati finanziari. Da qui sorge la domand: " visto che il vix si apprezza quando i mercati azionari scendono(decorrelazione inversa), è possibile allora coprirsi investendoci"? Di primo impatto la domanda sembra lecita, ma analizziamo la risposta da dare in quanto investirci comporta seri problemi per l'investitore di lungo periodo.

Essendo il Vix un "asset non tangibile" e quindi non investibile (parliamo di un misuratore di volatilità), è tuttavia possibile farlo tramite strumenti che replicano l’andamento del VIX attraverso contratti derivati (futures). Da qui si può capire che si tratta di strumenti con scadenza a termine con tutto ciò che ne deriva, ovvero che, una volta giunti a scadenza, devono essere rinnovati.  Di conseguenza viene incassato il valore del contratto in scadenza e l'esatto controvalore viene utilizzato per comprare il contratto con scadenza successiva. Ci sono strumenti accessibili al retail che permettono tuttavia l'accesso a questa dinamica in maniera molto più semplice del compra-vendi strumenti derivati del genere. Parliamo degli etf a replica sintetica, che in sostanza ne replicano, come dice la parola, sinteticamente il valore. Gli etf che consentono di esporsi al VIX utilizzano, appunto, questa tecnica.

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Effetto contango

Il sottostante dell’ETF non è un indice, ma alcuni contratti futures sullo stesso. Ciò implica che il prodotto subisca l’effetto contango. In breve: ad ogni rinnovo dei contratti in scadenza, l’ETF subirà una riduzione di valore a causa del maggior valore dei “nuovi contratti” rispetto a quelli vecchi.

Per spiegare in maniera molto semplicistica la dinamica della replica, basta sapere che, in una situazione stabile, giunti alla scadenza di ottobre, come da immagine, l'etf incasserà il valore del contratto futures scadente a settembre (26.550) per acquistarne immediatamente un altro con scadenza ottobre (26.860). Nell'immediatezza della scadenza venderà a un prezzo il contratto in scadenza e pagherà un altro prezzo per quello rinnovato pagando oltremodo anche commissioni. In linea semplicistica l'etf maturerà una perdita di -310 (26.860-26.550). Questa perdita si riperquoterà sul valore dell'etf che contabilizzerà un -1,15%. Questa operazione in gergo si chiama rolling delle scadenze e in questo esempio ha comportato una perdita provocando un effetto contango. 

Da ciò ne deriva che detenere questo strumento come parte costante del proprio portafoglio ne determinerà nel lungo terimne una perdita certa. Per come è costruito infatti il prodotto è condannato a perdere valore, ad eccezione di brevi periodi in cui la foga speculativa percepita dai mercati ne spinge in alto le performance. 

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Da come possiamo rivedere dal grafico il vix ha una tendenza a mantenersi sui valori di 20, salvo fiammate improvvise di breve termine.

Se andiamo a vedere l'etf che lo replica ne possiamo contatare quanto detto.

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Lyxor S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF - Acc

Fonte: Justetf

Come visto, nel 2020 in occasione della pandemia, la "paura percepita" dai mercati è esplosa portando ad una crisi di liquidità. Infatti quello che gioca un ruolo fondamentale è la paura percepita, non l'effettiva volatilità. Se infatti osserviamo i primi 6 mesi del 2022 con i mercati in media calati del 20%, l'etf non si è apprezzato anche per effetto del contango.

Questo invece il grafico di lungo termine che conclude il ragionamento fatto fino ad ora.

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La morale è che detenere VIX in portafoglio (tramite etf che investono in contratti future o etc), nel lungo periodo, equivale ad incorrere in perdita certa in caso il sottostante non abbia nel lungo termine una crescita di valore. Quindi  questa strategia, per quanto accessibile a tutte le tipologie di investitori, richiede un’elevata esperienza e capacità di market timing difficilmente applicabile dal comune investitore e di certo difficilmente da implementare in un portafoglio diversificato.