INFLAZIONE, DEFLAZIONE, REFLAZIONE

INFL.jpg

INFLAZIONE

Possiamo paragonare l'economia ad un motore di una macchina: se i giri del motore aumentano troppo o troppo velocemente il motore stesso rischia di fondersi. Per mantenere il giusto equilibrio tra i due estremi, solitamente le banche centrali spingono sull’acceleratore, con le misure di stimolo, quando il contagiri dell’inflazione è basso. Mentre, quando il contagiri schizza verso l’alto, vengono rimosse le misure di stimolo e vengono alzati i tassi d’interesse.
Il caso tipico si verifica quando la crescita economica è troppo elevata e l’eccesso di domanda dei consumatori determina un aumento dei prezzi, che causa, appunto, l’inflazione .
Ecco, allora, che le banche centrali intervengono in senso opposto per frenare la crescita e la domanda alzando i tassi di interesse quel tanto che basta da raffreddare l'economia da riportare l'inflazione in carreggiata intorno al 2%, dato confermato che rappresenta una percentuale accettabile e benigna di inflazione. Quindi cos'è l'inflazione?

Inflazione: l’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi che porta alla diminuzione del potere d’acquisto della moneta e quindi del valore reale di tutte le grandezze monetarie.

Sia la Federal Reserve che la BCE riportano che un valore d’inflazione stabile (per i Paesi sviluppati) si aggira intorno al 2% annuo, perché garantisce una certa crescita economica senza un’eccessiva svalutazione della moneta.

Per difendersi dall'inflazione molto utili sono le obbligazioni inflation linked, l'oro e le materie prime dei metalli industriali, e le azioni dell'energia, dei materiali.

Possiamo avere in linea generale 2 tipi di inflazione: 

  • Inflazione da domanda : quando la domanda totale di beni e servizi di un'economia aumenta più velocemente di quanto la produttività sia in grado di aumentare, ciò provoca una pressione al rialzo sui prezzi. Poiché l'offerta non è in grado di tenere il passo con la forte domanda di beni e servizi, le imprese sono in grado di aumentare i prezzi senza compromettere le vendite. Per esempio se la banca centrale, come successo durante il covid, dovesse aprire i rubinetti della liquidità aumentando l'offerta di moneta, e i governi stimolare l'economia tramite incentivi fiscali, questo combinato disposto non farebbe che aumentare la domanda di beni e servizi alla quale le imprese non sono in grado di aumentare la capacità produttiva in poco tempo. Ciò determina un aumento dei prezzi.

  • Inflazione spinta dai costi: è causata dall'aumento dei costi di produzione (materie prime e salari) che vengono trasferiti ai consumatori finali. 

DEFLAZIONE

Deflazione: in macroeconomia è il calo del livello generale dei prezzi (CPI). È il concetto opposto di inflazione. La deflazione deriva o dall'aumento dell'offerta di beni o servizi, o dalla debolezza della domanda di beni e servizi, cioè un freno nella spesa di consumatori.  Le aziende per mantenere i loro volumi di fatturato sono costrette a delle riduzioni di prezzi per essere più competitive, andando a danneggiare spesso il loro margine. Di conseguenza i consumatori attenderanno ulteriori cali dei prezzi, creando una spirale negativa.  Se questo periodo si protrae a lungo le aziende, che già avranno margine ridotto, inizieranno a produrre meno e avranno bisogno di meno personale, il che causerà un aumento della disoccupazione, con un ulteriore riduzione di spesa da parte delle famiglie, che di fatto si impoveriranno.  Tra le principali cause di deflazione vi è la scarsità di moneta.  La deflazione è un fenomeno piuttosto pericoloso, in quanto si verifica generalmente in periodi di recessione economica e nei casi più gravi può sfociare in una vera e propria depressione. 

Gli asset che sono utili saranno il cash (inflazione è bassa), le obbligazioni fixed income di lungo termine, le growth stoks, azioni con alti dividendi, le azioni dei mercati emergenti.

REFLAZIONE

La reflazione è un aumento dei prezzi successivo a un periodo di bassa inflazione(deflazione); in buona sostanza si tratta di un semplice ritorno dei prezzi alla linea di tendenza di lungo termine dei prezzi. Consiste in linea pratica nell'atto di stimolare l'economia, aumentando l'offerta di moneta o riducendo le tasse a seguito di una caduta nel ciclo economico. E' una forma di inflazione che non è cattiva come l'inflazione vera e propria in quanto è una ripresa del prezzo livello quando è sceso al di sotto della linea di tendenza. Ad esempio, se l'inflazione avesse funzionato a un tasso del 2%, ma per un anno scendesse allo 0%, l'anno successivo avrebbe bisogno dell'inflazione di poco più del 4% per effetto compounding  per recuperare la tendenza a lungo termine. Quindi questa inflazione superiore al normale è considerata reflazione, poiché si tratta di un ritorno alla tendenza, non superiore alla tendenza a lungo termine. La reflazione è considerata un antidoto alla deflazione (che, a differenza dell'inflazione, è considerata negativa indipendentemente dalla sua grandezza).

Come proteggersi da situazioni di crisi finanziarie e sopratutto reflattive importanti? Sui mercati si verifica spesso una vera e propria “staffetta” fra i diversi asset percepiti dagli investitori come beni rifugio che mettano al riparo i propri risparmi sia da crisi finanziarie che da shock inflazionistici. Titoli di Stato di Paesi ritenuti solidi (USA e Germania), valute predominante e valute di Paesi-fortezza (Dollaro e Franco Svizzero). Ma sopratutto in contesti iperinflazionistici le obbligazioni inflation linked ma sopratutto il classico bene rifugio, l'ORO.

STAGFLAZIONE

Stagflazione: è la concomitanza, in un ciclo economico, dei due fenomeni di stagnazione (recessione, cioè mancanza di crescita dell’economia in termini reali, GDP) e di inflazione (aumento generale dei prezzi). Tra i motivi che possono portare a stagflazione ci sono per esempio uno shock come un incremento duraturo del prezzo del petrolio. La conseguenza è un incremento permanente del livello dei prezzi, ossia inflazione elevata. Oppure un aumento della massa monetaria con stampa di moneta, aumento delle tasse (spesso combinato con il precedente). Si può facilmente capire che è la peggiore fase ( l’inflazione è in crescita nonostante l’economia rimanga stagnante). 
Infatti il termine stagflazione è una combinazione di stagnazione e inflazione. Una proficua lotta alla stagflazione è particolarmente complessa, in quanto per diminuire la spinta inflazionistica le Banche Centrali dovrebbero ridurre la massa di moneta circolante e, indirettamente, contenere la domanda di beni e servizi (si riperquote in una diminuzione del pil, e quindi rischio recessivo); ma una diminuzione della domanda causata da scarsità della massa monetaria non favorisce la crescita economica e quindi il rientro della disoccupazione. Una politica monetaria restrittiva risulta inefficace e quindi occorre agire piuttosto su quella fiscale, con una sensibile riduzione della spesa corrente ed una corrispondente riduzione della pressione fiscale, unico strumento efficace per stimolare i consumi e perciò la domanda aggregata di beni e servizi.

Alle Banche centrali spetta quindi il compito di fine tuning, ovvero di equilibrare con la maggiore precisione possibile, la liquidità immessa nel sistema, in particolare attraverso una migliore allocazione della massa monetaria allargata che accompagni la ripresa dell’economia.

Gli asset utili saranno materie prime, metalli industriali, azioni utilities, energetico, healtcare.

BREAKEVEN INFLATION RATE

Se si possiede obbligazioni, si è in pratica scommesso sull'inflazione. Gli investimenti a reddito fisso tradizionali potrebbero non fornire il rendimento reale di cui gli investitori hanno bisogno durante i periodi di alta inflazione. È importante sapere se l'investimento a reddito fisso acquistato è in pareggio con l'inflazione.

Il breakeven inflation rate (inflazione di pareggio) è la differenza tra il rendimento nominale di un investimento a tasso fisso e il rendimento reale (spread fisso) di un investimento indicizzato all'inflazione di durata e qualità creditizia simili. Se l'inflazione è in media superiore al pareggio, l'investimento indicizzato all'inflazione sovraperformerà il tasso fisso. Al contrario, se l'inflazione è in media al di sotto del pareggio, il tasso fisso sovraperformerà quello indicizzato all'inflazione.

Il tasso di inflazione di pareggio rappresenta una misura dell'inflazione attesa derivata da Titoli del Tesoro a scadenza costante a 5 anni (BC_5YEAR) e Titoli a scadenza costante indicizzati all'inflazione del Tesoro a 5 anni (TC_5YEAR). L'ultimo valore implica ciò che i partecipanti al mercato si aspettano che l'inflazione sarà in media nei prossimi 5 anni.
A partire dall'aggiornamento del 21 giugno 2019, i dati dei Treasury utilizzati per il calcolo degli spread sui tassi di interesse sono ottenuti direttamente dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti .

IL TASSO DI CAMBIO

alezax.PNG

ISCRIVITI AL MIO CANALE YOUTUBE PER NON PERDERTI CONTENUTI DI FINANZA PERSONALE E COMPORTAMENTALE