INFLAZIONE, DEFLAZIONE, REFLAZIONE

INFL.jpg

INFLAZIONE

Inflazione: l’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi che porta alla diminuzione del potere d’acquisto della moneta e quindi del valore reale di tutte le grandezze monetarie. Sia la Federal Reserve che la BCE riportano che un valore d’inflazione stabile (per i Paesi sviluppati) si aggira intorno al 2% annuo, perché garantisce una certa crescita economica senza un’eccessiva svalutazione della moneta.

DEFLAZIONE

Deflazione: in macroeconomia è il calo del livello generale dei prezzi. È il concetto opposto di inflazione. La deflazione deriva dalla debolezza della domanda di beni e servizi, cioè un freno nella spesa di consumatori.  Le aziende per mantenere i loro volumi di fatturato sono costrette a delle riduzioni di prezzi per essere più competitive, andando a danneggiare spesso il loro margine. Di conseguenza i consumatori attenderanno ulteriori cali dei prezzi, creando una spirale negativa.  Se questo periodo si protrae a lungo le aziende, che già avranno margine ridotto, inizieranno a produrre meno e avranno bisogno di meno personale, il che causerà un aumento della disoccupazione, con un ulteriore riduzione di spesa da parte delle famiglie, che di fatto si impoveriranno.  Tra le principali cause di deflazione vi è la scarsità di moneta.  La deflazione è un fenomeno piuttosto pericoloso, in quanto si verifica generalmente in periodi di recessione economica e nei casi più gravi può sfociare in una vera e propria depressione.

REFLAZIONE

La reflazione è un aumento dei prezzi successivo a un periodo di bassa inflazione; in buona sostanza si tratta di un semplice ritorno dei prezzi alla linea di tendenza di lungo termine dei prezzi. Consiste in linea pratica nell'atto di stimolare l'economia, aumentando l'offerta di moneta o riducendo le tasse a seguito di una caduta nel ciclo economico. E' una forma di inflazione che non è cattiva come l'inflazione vera e propria in quanto è una ripresa del prezzo livello quando è sceso al di sotto della linea di tendenza. Ad esempio, se l'inflazione avesse funzionato a un tasso del 2%, ma per un anno scendesse allo 0%, l'anno successivo avrebbe bisogno dell'inflazione di poco più del 4% per effetto compounding  per recuperare la tendenza a lungo termine. Quindi questa inflazione superiore al normale è considerata reflazione, poiché si tratta di un ritorno alla tendenza, non superiore alla tendenza a lungo termine. La reflazione è considerata un antidoto alla deflazione (che, a differenza dell'inflazione, è considerata negativa indipendentemente dalla sua grandezza).

STAGFLAZIONE

Stagflazione: è la concomitanza, in un ciclo economico, dei due fenomeni di stagnazione (recessione, cioè mancanza di crescita dell’economia in termini reali) e di inflazione (aumento generale dei prezzi). Si può facilmente capire che è la peggiore fase ( l’inflazione è in crescita nonostante l’economia rimanga stagnante).
Infatti il termine stagflazione è una combinazione di stagnazione e inflazione. Una proficua lotta alla stagflazione è particolarmente complessa, in quanto per diminuire la spinta inflazionistica le Banche Centrali dovrebbero ridurre la massa di moneta circolante e, indirettamente, contenere la domanda di beni e servizi; ma una diminuzione della domanda causata da scarsità della massa monetaria non favorisce la crescita economica e quindi il rientro della disoccupazione. una politica monetaria restrittiva risulta inefficace e quindi occorre agire piuttosto su quella fiscale, con una sensibile riduzione della spesa corrente ed una corrispondente riduzione della pressione fiscale, unico strumento efficace per stimolare i consumi e perciò la domanda aggregata di beni e servizi.

Alle Banche centrali spetta quindi il compito di fine tuning, ovvero di equilibrare con la maggiore precisione possibile, la liquidità immessa nel sistema, in particolare attraverso una migliore allocazione della massa monetaria allargata che accompagni la ripresa dell’economia.

alezax.PNG

ISCRIVITI AL MIO CANALE YOUTUBE PER NON PERDERTI CONTENUTI DI FINANZA PERSONALE E COMPORTAMENTALE