INVERSIONE DELLA YIELD CURVA (CURVA DEI RENDIMENTI BOND USA)

-DATI IN TEMPO REALE

-SPREAD 3M/10y E PROBABILITA' DI RECESSIONE

La curva dei rendimenti altro non è che la rappresentazione grafica della linea che congiunge i rendimenti dei titoli di stato Usa ( Treasuries bonds, per i quali il rischio di default è praticamente inesistente) alle relative scadenze. La curva dei rendimenti più monitorata è quella del debito del Tesoro statunitense. Il caso normale è quello in cui obbligazioni a breve scadenza offrono rendimenti inferiori rispetto a quelle a lunga scadenza. Questo è comprensibile visto che gli investitori richiedono una remunerazione più elevata per prestare su periodi più lunghi. Infatti il rendimento maggiore per titoli a lunga scadenza serve a compensare il maggior rischio di subire l’inflazione. In condizioni normali la curva dei rendimenti è quindi inclinata positivamente.

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Storicamente, le inversioni prolungate della curva dei rendimenti hanno preceduto le recessioni negli Stati Uniti. Generalmente il motivo principale che determina l’inversione della curva è il rialzo dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve per raffreddare le spinte inflazionistiche dopo un periodo di espansione economica. Con tassi di interesse più alti, infatti, prendere denaro a prestito diventa più oneroso e l’attività economica rallenta facendo calare anche l’inflazione. La pendenza della parte a breve della curva quindi si alza, sostenuta dalla banca centrale, mentre la pendenza della parte a lunga è determinata da domanda e offerta e in tal caso scende sull’aspettativa di una crescita economica futura più contenuta di quella attuale. Infatti in tale situazione gli investitori preferiscono investire in titoli a lungo termine, assicurandosi così una remunerazione ai tassi attuali per un lungo periodo, perché temono che in futuro i tassi potrebbero essere più bassi a causa del rallentamento economico. In termini di flussi, l’anticipazione di un rallentamento dell’economia provoca un flight to quality verso titoli di stato a lungo termine. Questo ha l’effetto di far salire i prezzi in virtù di una domanda più pressante dei titoli a lungo termine e farne così scendere i rendimenti.

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Le inversioni della curva dei rendimenti hanno preceduto tutte le recessioni, ma non tutte le curve dei rendimenti invertite portano a una recessione. La 2/10 in media ha portato recessione circa 19 mesi dopo, ma in questi mesi di attesa le azioni americane in media hanno guadagnato un altro 29% raggiungendo il picco 17 mesi dopo l’inversione.

Tuttavia la FED ha recentemente dichiarato che la curva 2/10 non è un aspetto da considerare in senso assoluto. Anzi,  per le decisioni da prendere per il futuro la Fed considera in maniera prioritaria lo spread a breve della curva, la 3 mesi/18 mesi. Quindi finchè tale curva non si inverte, avendo in passato il 2/10 dato segnali falsi, il rischio recessione all’orizzonte è limitato. La Federal Reserve di New York produce regolarmente una stima della probabilità di recessione a 12 mesi sulla base di un modello basato sulla pendenza della curva 3 mesi/10 anni.

Bisogna ragionare che l’inversione avviene di norma quando il sistema economico si surriscalda, i prezzi si alzano, la politica monetaria diventa più restrittiva e gli spazi di azione della politica fiscale più ristretti di conseguenza l’inversione avviene alla fase finale del ciclo economico ed ecco perché molto spesso ha anticipato una recessione. 

Le inclinazioni della curva

 

  • Piatta: è la forma più insolita e rara, tipica delle fasi di transizione. Gli investitori hanno aspettative omogenee sui tassi d’interesse a breve o a lungo termine, il che segnala una percezione di cambiamento nel ciclo economico e di conseguenza nella politica monetaria. In altre parole, gli investitori credono che la banca centrale, per rispondere al ciclo economico, cambierà il livello dei tassi d’interesse oggi o in futuro e in questa fase intermedia i rendimenti attesi diventano più omogenei. Il processo di appiattimento della curva viene chiamato flattening (Man mano che il rendimento a 2 anni aumenta e quello a 10 anni va al ribasso, la curva dei rendimenti si appiattisce. Questo talvolta è visto come un fattore "negativo" per l’economia)

  • Inclinata negativamente: partendo da una “tradizionale” inclinazione positiva, se cambiano le prospettive macroeconomiche, la curva può appiattirsi, come abbiamo visto. Se le prospettive sull’economia di un dato Paese (o sulla situazione di una data azienda, nel caso di obbligazioni corporate) si deteriorano così drasticamente, assistiamo al fenomeno dell’inversione: i tassi di interesse a breve termine saranno più alti di quelli a lungo termine. Oltre ad essere illogico, questo fenomeno è un preoccupante segnale di recessione: gli investitori ritengono più rischioso il breve termine del lungo termine e si attendono un livello dei tassi d’interesse più basso in futuro, segno che la banca centrale dovrà abbassare i tassi per far fronte a una contrazione dell’economia e dell’inflazione.

  •  Inclinata positivamente: abbiamo già parlato della forma normale della curva dei rendimenti e delle ragioni economiche sottostanti. Vista in un’ottica di ciclo economico, la curva inclinata positivamente rappresenta aspettative di crescita dell’economia e livelli dei tassi futuri maggiori di quelli attuali. Un’accentuazione dell’inclinazione positiva viene chiamata steepening. È bene notare, infine, che qualora i livelli dei tassi d’interesse varino in modo omogeneo su tutte le scadenza, assisteremo a uno spostamento parallelo della curva senza variazioni nella sua inclinazione. Parliamo invece di “ingobbimento” della curva quando variano drasticamente i rendimenti di alcune scadenze intermedie e la curva assume appunto la forma di una gobba: questa situazione si è presentata durante la crisi dei debiti sovrani europei del 2011-12.

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