PERCHE' SARA' NECESSARIO AVERE UN FONDO PENSIONE

  • PERCHE' LE FUTURE PENSIONI SARANNO DA FAME

Ne parlano costantemente i giornali, ma ancora molti non comprendono il dramma che si vivrà in futuro

- Passaggio dal sistema retributivo al contributivo

Fino ad oggi con il sistema retributivo le pensioni erano rapportate ai redditi degli ultimi 5 anni di lavoro. Per esempio, senza tener conto del passaggio dalla lira all’euro, potevo lavorare a 1000 euro al mese tutta la vita ma se negli ultimi 5 anni di lavoro la mia busta paga aumentava magicamente a 3000 euro al mese la mia pensione veniva calcolata su quest’ultimi. Ecco perché le pensioni attuali sono mediamente ricche, in media dall’80% al 110% dell’ultimo reddito.

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Ma con il nuovo sistema contributivo le pensioni saranno rapportate non più in base ai redditi degli ultimi 5 anni, ma ai contributi effettivamente versati dal lavoratore nell’arco di tutta la vita lavorativa, e non ci sarà neanche l’integrazione al minimo dei 500 euro. In media le pensioni saranno molto più povere, dal 60% al 40% dell’ultimo reddito. Cioè se prendevi 2.000 euro al mese quando lavoravi, Potresti prenderne 800 euro al mese quando andrai in pensione. Questo perché mediamente si entra tardi nel mondo del lavoro e con contratti e stipendi più bassi nei primi anni, che peseranno in senso negativo sul montante finale. Ad oggi non percepiamo la problematica perché i pensionati attuali godono ancora del vecchio sistema, o al massimo entrano nel mondo pensionistico con un sistema cd misto. Ma nei prossimi anni, quando si passerà totalmente al sistema contributivo pieno vedrete se ne parlerà.

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tastiera del computer

Vuoi fare una simulazione della tua futura pensione alla luce delle ultime riforme previdenziali?

N.B: ciò che dovrai considerare è il tasso di sostituzione, ovvero la percentuale che verrà fuori dal calcolo del tool. Questa percentuale sarà l'entità della pensione che percepirai rispetto all'ultimo reddito. Il tool infatti fa una proiezione reddituale negli anni. Per avere le idee chiare, se dal tool dovesse venir fuori per esempio 38%, vuol dire che se oggi hai uno stipendio di 2.000 euro è come se, in caso andassi oggi in pensione, percepirai 760 euro al mese di pensione, ovvero il 38% di 2.000 euro.

Nei calcoli del tool sappi che non è ancora spiegato l'effetto che avrà avuto la pandemia nonché le problematiche che saranno portate dallo squilibrio demografico e dalla longevità. 

- Forte squilibrio demografico. Ci saranno più pensionati che lavoratori

L’attuale sistema pensionistico si basa su presupposti socio-demografici che negli anni stanno subendo forti variazioni. Il sistema regge se la popolazione che lavora oggi è maggiore di quella in pensione. Secondo le proiezioni, anno dopo anno il mantenimento di questo sistema sarà sempre più complesso fino ad arrivare nel 2050 quando il rapporto pensionati/lavoratori si invertirà. I seguenti grafici mostrano l'evoluzione dell' invecchiamento progressivo della popolazione italiana e l’assenza di ricambio generazionale, causato dal sempre minor tasso di natalità. Finchè i pensionati saranno meno della forza lavorativa il sistema regge..ancora per poco.

Nel 1952 la popolazione anziana era di gran lunga inferiore a quella lavoratrice e le future generazioni facevano ben sperare per la continuazione del ciclo il che rendeva il sistema pensionistico istituito all’epoca da Mussolini sostenibile.

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Ma negli anni le cose sono cambiate. Tutto è iniziato negli anni 70 con il boom economico che ha portato anche al boom delle nascite, i cd babyboomers. Tra l’altro le prime riforme del sistema pensionistico si concepiscono proprio in quegli anni. La popolazione lavoratrice poteva sostenere quella in pensione ma i babyboomers già si presentavano come un’onda anomala non supportata dalle future generazioni.

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Oggi lo scenario che ci si presenterà in futuro è catastrofico. La prolungata crisi economica importata anche dall’euro, dalle crisi finanziarie, ha portato ad un drastico calo delle nascite. I giovani si sposano tardi, entrano tardi nel mondo del lavoro e con contratti precari e retribuzioni molto basse. E Tra un ventennio i babyboomers innescheranno la bomba atomica sulle pensioni.

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Fonte : Ilsole24ore, di Davide Colombo, 17 Giugno 2019

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Il fondo pensione dovrebbe essere come un vestito su misura 

Entrano in gioco una molteplicità di variabili :

  • Tempo a disposizione

  • Reddito

  • Tipologia di comparto 

  • Costi di gestione

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L’ inps in teoria dovrebbe poter erogare le pensioni grazie ai contributi versati dalla popolazione lavoratrice. Invece da diversi anni l'importo delle prestazioni erogate in favore dei pensionati supera i contributi ricevuti dall'Inps e lo Stato provvede a saldare lo squilibrio tramite le nostre tasse.

Sei al corrente del mostruoso buco finanziario che il COVID19 ha creato ai conti dello Stato?

Oltre al debito pubblico gonfiato dal covid 19 bisognerà fare i conti nel 2030 con il maggior esborso dello Stato per il progressivo invecchiamento della popolazione descritto in precedenza, circa 80 miliardi di spesa in più, il che metterà a rischio l’erogazione delle pensioni come descritto nell’articolo. Per arrivare poi nel 2040 alla cifra monster di ben 240 miliardi, dove ad essere a rischio sarà non solo l’Italia ma l’intera Europa. E nel 2050? Quando i pensionati supereranno di gran lunga i lavoratori? Se ancora non lo avete capito il fondo pensione vi servirà eccome.

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- La longevità portata dalle scoperte scientifiche 

Si vive sempre più a lungo con aspettative che arriveranno anche a 90-95 anni. Sappi che le pensioni sono calcolate anche in base alle aspettative di vita, più aumentano e minore sarà l’assegno pensionistico. E pensateci, a quell’età diventerà piu importante la qualità della vita avendo piu tempo a disposizione.

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  • ACCORGIMENTI PER AUMENTARE LA RESA DELLA PENSIONE INTEGRATIVA

Inizia prima possibile !! o sarà troppo tardi

- Perchè la capitalizzazione composta dei rendimenti dei mercati finanziari funziona solo nel lungo periodo

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Se ho tanto tempo davanti mi basterà poco capitale per raggiungere il mio capitale obiettivo (M).

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Viceversa, se ho poco tempo davanti dovrò sacrificare più capitale per raggiungere il medesimo obiettivo.

 

Ognuno di noi è responsabile della propria ricchezza, perché con importi mensili di modesta entità, avendo tanti anni di versamenti, si possono raggiungere montanti elevati grazie alla capitalizzazione composta.

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L’interesse composto è quello che invece di essere pagato (o riscosso) va ad aggiungersi al capitale, divenendo anch’ esso produttivo di interesse (in altri termini, anche l’interesse genera interesse).  

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Come si può affermare quindi la decisione di ritardare la partecipazione ad un programma risparmio previdenziale può avere pesanti ripercussioni in termini di minore rendita a scadenza o in termini di maggiore onerosità dei versamenti necessari a mantenere lo stesso livello della rendita, così come può essere penalizzante sospendere i versamenti.
La pensione è un argomento scivoloso. Quando è lontana non ci si pensa, tanto c'è tempo. Quando è vicina il tempo è scaduto. Contraddizioni che potrebbero essere evitate grazie ad una sana pianificazione degli investimenti, tanti o pochi che siano. 

Prendiamo in considerazione tre personaggi di età diversa.

Marco, Andrea e Daniele sottoscrivono un fondo pensione con l’obiettivo di arrivare a 67 anni con un capitale di 230.000 euro.

Marco inizia presto a 20 anni e gli basterà versare solo per 11 anni 150 euro al mese. Infatti dopo 10 anni potrà permettersi anche di interrompere i versamenti per il fondo pensione. Il totale investito ammonterà a 19.800 euro

Andrea decide all’età di 35 anni di iniziare il fondo pensione ma per arrivare al medesimo obiettivo non solo dovrà versare di più di marco, cioè 200 euro al mese, ma non potrà neanche permettersi di interrompere i versamenti come marco e alla fine il totale investito sarà 76.800 euro.

Daniele purtroppo si muove molto tardi e inizia il fondo pensione a 45 anni e per arrivare all’obiettivo dovrà versare 429 euro al mese fino ai 67 anni avendo investito in totale la bellezza di 113.300 euro.

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La morale è.. iniziate prima possibile perché aspettare vi costerà molto caro, e soprattutto cercate di versare il più possibile specialmente nei primi anni perché tali somme costituiranno lo zoccolo duro e più redditizio in quanto quelle somme sono quelle investite per piu anni e che beneficeranno più di tutte della capitalizzazione composta.

Stendendo infatti il piano di Marco in modo lineare, cioè ipotizzando di iniziare a 20 anni avendo 47 anni davanti di capitalizzazione composta e portandolo fino a scadenza con costanza di versamenti da 150 euro al mese, ci si può sbizzarrire nel cercare le diverse combinazioni che porteranno a differenti risultati finali. Più si caricano i primi versamenti del piano e maggiore sarà il risultato finale.

1.800 euro possono valere 26.039 euro o 1.908 euro. La differenza la fa solo il tempo. Cercate di iniziare prima possibile e versando di più specialmente i primi anni perché sono quelli che capitalizzeranno di più.

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- Perchè avrai una riduzione progressiva della tassazione in base all'età in cui inizi il fondo pensione

Quanto deriva dai contributi versati a decorrere dal 1° gennaio 2017 è assoggettato ad una ritenuta a titolo d’imposta del 15%. Tale percentuale si riduce in funzione dell’anzianità di partecipazione al sistema della previdenza complementare; se questa è superiore a quindici anni, l’aliquota diminuisce dello 0,30% per ogni anno di successiva partecipazione, fino al limite massimo di riduzione pari a 6 punti percentuali. Con 35 anni di partecipazione l’aliquota scende quindi al 9%.  È possibile attivare un fondo pensione anche per i figli, deducendo anche questo importo, sempre entro il massimo di 5.164 €. I 35 anni necessari per raggiungere la tassazione del 9% partono direttamente dalla sottoscrizione del fondo. Il regalo ideale per il primo compleanno.

Esempio di tabella per età pensionabile 67 anni:

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N.B. se il riscatto è dovuto alla perdita del requisito di partecipazione al fondo per cause diverse da quelle previste dall’art. 14, commi 2 e 3, del Decreto lgs. 252/2005 (i quali prevedono, quali cause di riscatto, l’inoccupazione non inferiore ai 12 mesi, la mobilità, la cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, l’invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo e la morte dell’aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica), la tassazione è del 23%.

Non hai ancora un fondo pensione?

Iniziare in ritardo può avere effetti devastanti per il tuo futuro.

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..inoltre potrai usufruire di..

Deducibilità fiscale

Durante la fase di accumulo è possibile dedurre dal reddito complessivo annuo i contributi versati al fondo pensione fino al limite di 5.164,57 euro. Sono deducibili anche i contributi versati per i familiari a carico, fermo restando l’importo complessivo di 5.164,57 euro; la deduzione spetta per l’ammontare non dedotto dalle persone a carico. Se si aderisce contemporaneamente a più forme di previdenza complementare il limite della deducibilità dei contributi versati è complessivamente di 5.164,57 euro annui.

scaglioni irpef

NOTA BENE !!

ALL'AUMENTARE DEL REDDITO

AUMENTA

IL RECUPERO FISCALE

Agevolazione per i giovani lavoratori: 

(assunti dopo il 1 gennaio 2007), dal  6° al 25° anno di permanenza nel fondo esiste la possibilità di dedurre fino al 50% in più della deducibilità di cui non si è usufruito nei primi 5 anni lavorativi (con un limite a 7.746,86 euro annui);

Tassazione agevolata sui rendimenti

I rendimenti maturati dal fondo pensione sono soggetti all’imposta del 20%, più favorevole rispetto al 26% che si applica alla maggior parte delle forme di risparmio finanziario (Legge di stabilità per il 2015). Sulla quota del rendimento che deriva dal possesso di titoli di Stato e titoli similari, la tassazione è comunque fissata al 12,5%. Onde evitare una penalizzazione per l’investimento da parte dei Fondi in titoli del debito pubblico e in altri titoli ad essi equiparati i cui rendimenti scontano l’aliquota agevolata nella misura del 12,50%, la base imponibile dell’imposta sostitutiva sul risultato di gestione dei Fondi è determinata, relativamente ai rendimenti dei titoli pubblici ed equiparati, in base al rapporto tra l’aliquota del 12,50% e, quella della nuova legge, del 20%. In pratica, i rendimenti dei titoli pubblici concorrono alla determinazione della base imponibile nella misura del 62,5% (12,5/20*100= 62,5). L’aliquota applicabile è determinata sulla composizione del portafoglio al 31.12 dell’anno antecedente a quello in corso (composizione 2013 per tassazione nel 2014, composizione 2014 per tassazione nel 2015 e così via). 

Esenzione dall'imposta di bollo

I fondi pensione sono esenti dall'imposta di bollo dello 0,20%.

Impignorabilità ed insequestrabilità

Il capitale è impignorabile, insequestrabile ed esente dalla tassa di successione (in virtù delle previsioni contrattuali di opzioni rendita e bonus premorienza) .

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E ricorda, fondo pensione non significa soldi vincolati..

Anticipazioni

  • SPESE SANITARIE:  in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75%, per spese sanitarie conseguenti a situazioni gravissime attinenti a sé, al coniuge o ai figli, per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche. Tassazione dal 15% al 9%.

  • ACQUISTO/RISTRUTTURAZIONE PRIMA CASA: decorsi otto anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari, per un importo non superiore al 75%, per l’acquisto della prima casa di abitazione, per sé o per i figli, per la realizzazione, sulla prima casa di abitazione, degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere a), b), c), d) del comma 1 dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; Tassazione 23%.

  • ULTERIORI ESIGENZE: 30% dopo 8 anni. Tassazione 23%.
    Le somme complessivamente percepite a titolo di anticipazione non possono eccedere il 75% della posizione individuale maturata, incrementata delle anticipazioni percepite e non reintegrate. Ai fini della determinazione dell’anzianità necessaria per esercitare il diritto all’ anticipazione, sono considerati utili tutti i periodi di partecipazione a forme pensionistiche complementari maturati dall’ aderente, per i quali lo stesso non abbia esercitato il diritto di riscatto totale della posizione individuale. Infine, l’aderente che abbia chiesto e ricevuto un'anticipazione e desideri reintegrarla, per i contributi versati quali reintegro ed eccedenti il limite di 5.164,57 euro annui, può scegliere di vedersi riconosciuto un credito d'imposta pari a quella pagata al momento dell’erogazione dell'anticipazione, proporzionalmente riferibile all'importo reintegrato. 

Riscatto

RISCATTO 

PARZIALE

50% della posizione individuale maturata per inoccupazione da 12 a 48 mesi in caso di cessazione dell'attività lavorativa e mobilità e cassa integrazione

RISCATTO 

TOTALE

Nei casi di invalidità permanente se la capacità di lavoro si riduce a meno di 1/3 o se c'è inoccupazione per più di 48 mesi a causa di cessazione dell'attività lavorativa. Non ammesso nei 5 anni precedenti la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari.

RISCATTO 

EREDI

In caso di morte dell'aderente, anche prima della maturazione del diritto alla pensione a opera degli eredi o dei beneficiari designati

RITENUTA A TITOLO D'IMPOSTA AL 15%

Riduzione pari a 0,3 punti percentuali annui per partecipazioni superiori a 15 anni.

Applicabile alle somme riscattate al netto dei redditi già assoggettati a imposta sostitutiva o dei contributi non dedotti.

RISCATTO 

TOTALE

100% della posizione individuale maturata per perdita dei requisiti di partecipazione (dimissioni o licenziamento) per gli aderenti in forma collettiva ai fondi pensione chiusi o ai fondi pensione aperti

con la  legge concorrenza 124 del 2017 entrata in vigore lo scorso primo settembre, è stata apportata un’importatissima novità in tema di riscatti delle posizioni di previdenza complementare.

 

A far data da settembre è infatti possibile chiedere il riscatto integrale in capitale per perdita dei requisiti di partecipazione anche per le posizioni ad adesione individuale.

Tale vantaggio prima era consentito solo ed esclusivamente per le adesioni in forma collettiva.

   

Questo comporta notevoli cambiamenti per le seguenti tipologie di aderenti (al di là o meno che vengano versate quote di TFR):

  

1)      Lavoratori dipendenti che vengono licenziati o si dimettono:  basta dimostrare lo status di inoccupato, attraverso un certificato rilasciato dal centro dell’impiego;

2)      Lavoratori autonomi: cessazione della partita iva

3)      Liberi professionisti: cancellazione dall’albo di appartenenza.

   

Sono esclusi dall’applicazione del riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione chi è già in pensione, le casalinghe, i fiscalmente a carico e più in generale coloro che non hanno redditi.

RITENUTA A TITOLO D'IMPOSTA AL 23%

Applicabile alle somme riscattate al netto dei redditi già assoggettati a imposta sostitutiva o dei contributi non dedotti

 

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