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QUANDO INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO PER GUADAGNARE CON LA DURATION MODIFICATA

La differenza tra un investimento obbligazionario RIUSCITO BENE e uno riuscito male sta nel capire come usare a proprio favore un dato molto importante, la duration modificata.

Le obbligazioni per chi ancora non lo sapesse sono titoli di credito che conferiscono il diritto a percepire un interesse su un capitale prestato e a scadenza di riottenere il capitale indietro. In sostanza stiamo prestando soldi a qualcuno o qualcosa a fronte di un interesse che ci viene corrisposto periodicamente, con la speranza che alla scadenza ce li ridia indietro. Tralasciando il rischio emittente, di liquidità e il rischio cambio, che sono tutti rischi comunque da valutare nella scelta di un investimento obbligazionario, quello che risulta più importante a livello tattico è certamente il rischio tasso, che, se capito bene, può tornare utile sia in ottica di costruzione di portafoglio per ciò che attiene a quella porzione dedicata alla funzione difensia, sia in ottica tattica di guadagno al fine di incrementarne i rendimenti e quindi proteggere il valore dall’inflazione. Il rischio di tasso d'interesse è il rischio che il valore di un asset diminuisca nel corso della sua vita finanziaria a causa dell'aumento dei tassi d'interesse.

I prezzi delle obbligazioni e i tassi di interesse infatti si muovono sempre in direzione opposta: immaginate una sorta di bilancia, all’aumentare dei tassi i prezzi scendono e viceversa, ed esiste una precisa relazione che lega il movimento dei prezzi di un’obbligazione e i tassi di interesse manovrati dalle banche centrali. Questa relazione è rappresentata dalla cosiddetta “duration” del titolo.

Consulente finanziario Fineco Alessio Zaccanti

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Duration

La duration è una misura di rischiosità del bond usata per misurare il rischio tasso di interesse, è espressa in numero di anni e tiene in considerazione il rendimento a scadenza, la cedola, la scadenza e le clausole di rimborso dell'obbligazione. Indica quanto tempo sarà necessario per ripagare il capitale investito e, quindi, per quanto tempo il mio titolo obbligazionario sarà esposto al rischio di variazione dei tassi di interesse. E’ in sostanza la durata finanziaria di un titolo da non confondere con la vita residua dalla quale può anche differire poiché a tutti gli effetti trattasi di una vita residua rettificata attraverso il valore attuale delle cedole. Ovviamente la durata del titolo è comunque il fattore più importante nel calcolo della duration. Ora, senza addentrarci in calcoli matematici complessi, basta sapere che tale formula rappresenta il valore attuale delle scadenze future dei flussi di cassa rappresentati dalle cedole e dal rimborso finale dell’obbligazione, al tasso di attualizzazione che è rappresentato dal rendimento in quel momento del titolo. Ciò significa che, a parità di scadenza, un titolo che presenta cedole maggiori o maggiore frequenza di distribuzione avrà una duration più bassa proprio perché impiegano meno tempo a ripagare il capitale investito. Le obbligazioni zero coupon, ovvero quelle che non danno cedole, avranno una duration più elevata rispetto ad obbligazioni con la stessa scadenza ma con cedole periodiche. E in tal caso, per i zero coupon, la duration e la durata del titolo coincidono. Per ciò che attiene alle Obbligazioni a tasso variabile invece la duration è molto bassa dato che il tasso cedolare si aggiorna periodicamente alle variazioni dei tassi di interesse di mercato. In sintesi, la duration aumenta al crescere della scadenza e si riduce con l’incremento del tasso di rendimento cedolare e del rendimento a scadenza. E dove trovare la duration? In tutti i siti di finanza. Per esempio su borsa italiana basta inserire l’isin del titolo e cercare il termine duration. Nella stessa scheda del titolo troverete anche il termine duration modificata, che è poi il dato più importante che ci occorre per valutare la rischiosità del bond.

Duration modificata

Infatti per determinare in via predittiva quanto è possibile guadagnare o perdere su un titolo o un portafoglio obbligazionario un etf o una sicav al variare dei tassi d’interesse, si utilizza la duration modificata che esprime più in concreto la relazione che lega il movimento dei prezzi di un’obbligazione ai tassi di interesse. Il suo calcolo consiste nel dividere la duration per il coefficiente 1+r, dove r esprime il tasso di rendimento attuale del titolo. Quindi, se la duration modificata è pari a 8, significa che un aumento (riduzione) dei tassi d’interesse dell’1% comporta una riduzione (aumento) dei bond dell’8%. Indica come reagisce in % il prezzo del bond al variare di 1% del rendimento. Dunque il rischio scende al diminuire della duration modificata. Nell’esempio fatto, il Titolo che quota 100, con un rendimento del 4% annuo e una duration modificata di 8. Se i tassi sul mercato salissero di +1 (da 4% annuo al 5% annuo) il suo prezzo passerebbe a 92 (100-8) e viceversa. In sostanza i rendimenti a scadenza delle obbligazioni in circolazione, tramite la variazione del prezzo, si allineano a quelle delle obbligazioni di nuova emissione a causa della domanda offerta poiché il mercato secondario è sempre in equilibrio. Come detto prima, I prezzi delle obbligazioni in circolazione possono essere rappresentati da una bilancia e hanno un rapporto inversamente proporzionale con i tassi d'interesse. Ciò significa che, quando i tassi salgono, i prezzi delle obbligazioni scendono. Per contro, quando i tassi scendono, sono i prezzi delle obbligazioni a salire.

Consulente finanziario Fineco Alessio Zaccanti

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Quando investire in obbligazioni

Se non consideriamo la qualità creditizia dell’emittente ma consideriamo solo il rischio tasso e tutto ciò che comporta la duration, se si hanno aspettative di rialzo di tassi di interesse, come per es in uno stato avanzato del ciclo economico quando l’inflazione comincia a salire, l’investitore dovrebbe optare per duration corte. Infatti l’oscillazione di prezzo sarà minima e la scadenza ravvicinata permetterà di utilizzare di nuovo tale importo per acquistare bond a tassi via via più alti. Inoltre titoli con duration corte sono tra l’altro strumenti adeguati per coloro che nutrono un'avversione al rischio in tutti i contesti.
Viceversa Se si hanno aspettative di tassi di interesse in calo, per esempio alla fine del ciclo quando i tassi sono alti e ci si avvia in un regime deflazionistico per recessione o depressione, l’investitore dovrebbe optare per duration più lunghe in maniera tale da poter beneficiare di un tasso più alto per più anni oppure per vendere ad un prezzo più alto la sua obbligazione via via che i tassi scendono. 
Per gli investitori che intendono invece mantenere i titoli fino alla naturale scadenza, chiamati anche “cassettisti”, il rischio primario è quello di controparte ossia il rischio di non ricevere il rimborso per la propria obbligazione a scadenza, mentre il rischio di duration è ininfluente. Anche se tocca tener conto del costo-opportunità, cioè l’ottenere un rendimento inferiore rispetto a quello offerto dal mercato.
Da ricordare inoltre che l’investimento obbligazionario solo in questo secondo caso riesce a coprire il capitale veramente dall’inflazione. In tutti gli altri casi il rischio di incorrere in illusione monetaria è alto, ovvero quando il rendimento che si percepisce è al di sotto della soglia di inflazione. Si crede cosi di star guadagnando quando invece si perde per colpa dell’inflazione. Le obbligazioni piuttosto dovrebbero essere considerate come parte di un portafoglio diversificato, quella parte adibita al coprirci da regimi economici recessivi e depressivi, laddove l’azionario risulta perdente, tenendo però sempre presente che l’unica asset che nel lungo termine è capace di coprirci veramente dall’inflazione è solo l’azionario. 

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