RISCHIO SPECIFICO: AZIONI E OBBLIGAZIONI

AZIONI
Le azioni, per definizione, sono costituite da capitale di rischio, nel senso che si diventa soci (comproprietari) e non vi è garanzia di remunerazione dell’importo investito in origine, a fronte tuttavia dei dividendi distribuiti o meno. Chi le acquista deve essere consapevole che, quando deciderà di rivenderle, il prezzo potrebbe essere maggiore ma anche inferiore a quello iniziale, se non addirittura nei casi più gravi pari a zero. Se hai intenzione di investire DA SOLO  in azioni dovresti sapere e tenerti aggiornato su:

  • l’andamento del mercato in generale e il settore di appartenenza (rischio generico)

  • La capacità di generare profitti e flussi di cassa dell'azienda

  • La decisione di quanto remunerare gli azionisti tramite dividendi alti e sostenibili nel tempo

  • La solidità patrimoniale

  • La competitività rispetto ai concorrenti

  • L’aumento delle quote di mercato

  • La qualità del management.

  • Ecc...........Tutti elementi difficili da valutare anche per gli stessi addetti ai lavori. 

OBBLIGAZIONIL’investimento in titoli obbligazionari è storicamente più difensivo rispetto a quelli azionari. Questo tuttavia non significa che sia totalmente privo di rischi. Chi acquista un titolo a reddito fisso conosce il tasso di rendimento (l’importo esatto della cedola nel caso di tasso fisso e il parametro con il quale sarà determinato il coupon in caso di tasso variabile) e la data di scadenza nella quale riavrà indietro il valore nominale del capitale investito. Nel frattempo, tuttavia, nulla esclude che col passare del tempo l’emittente (Stato o azienda) possa avere delle difficoltà che gli impediscano il pagamento degli interessi. Eventualità ancora più tragica, l’emittente potrebbe incorrere in fallimento e, alla scadenza, non onorare la restituzione del capitale. Note sono le  vicende legate all’Argentina nel 2001, ai titoli Cirio e Parmalat, alle emissioni della banca d’affari americana Lehman Brothers o ai titoli governativi della Grecia.

Se hai intenzione di investire DA SOLO  in obbligazioni dovresti sapere e tenerti aggiornato su:

  • Rischio emittente: Non tutte le società sono solide e affidabili allo stesso modo. Questo impatta sulla qualità dei loro titoli obbligazionari, che rappresentano un preciso impegno nei confronti dei sottoscrittori. Il rischio emittente di un’obbligazione è legato alla capacità, appunto, dell’emittente di corrispondere gli interessi e ripagare il proprio debito. Quando il soggetto (Stato, banca, impresa, ecc.) che ha emesso l’obbligazione non è in condizione di liquidare gli interessi e/o di restituire il capitale, il debitore si definisce insolvente. Esistono agenzie indipendenti specializzate, quali  Moody’s e Standard & Poor’s (S&P), che aiutano a valutare la qualità dei titoli obbligazionari. Attribuendo i cosiddetti rating, stimano il merito di credito di un emittente, cioè la sua capacità di onorare i debiti contratti nei tempi e nei modi promessi. Di seguito, in ordine decrescente per qualità, le principali classificazioni utilizzate.

rating investment grade obbligazioni
  • Rischio tasso: Occorre tener presente, come regola generale, che- il valore dell’obbligazione a tasso variabile tende a variare poco nel tempo. - Il valore dell’obbligazione a tasso fisso varia in senso inverso all’ andamento dei tassi di interesse. Cioè, se questi ultimi salgono, la quotazione del bond scende e viceversa.Molto spesso, per valutare il rischio di titoli e fondi obbligazionari e per agevolarne le comparazioni, si ricorre al concetto di duration. Quest’ultima rappresenta la durata finanziaria di un titolo (o, se si tratta di un fondo, della somma di tutti i titoli in portafoglio), cioè la sua vita residua ponderata con il flusso di cedole che pagherà in futuro. Espressa in anni o in giorni, la duration costituisce una misura del rischio delle obbligazioni. All’aumentare del suo valore aumenta infatti la volatilità del titolo e quindi il rischio di oscillazione della sua quotazione nel tempo al variare dei tassi d’interesse. Le obbligazioni a tasso variabile, in quanto titoli con cedole indicizzate ai tassi di mercato, presentano una duration bassa. Di conseguenza la loro volatilità è ridotta anche in presenza di moderate oscillazioni dei tassi. Le obbligazioni a tasso fisso, la cui cedola resta identica a prescindere dall’andamento dei tassi, presentano una duration più elevata rispetto ai Titoli di Stato o ai bond a tasso variabile. Mostrano pertanto una maggiore volatilità e una reazione più marcata in caso di variazione dei tassi d’interesse. La duration di un portafoglio obbligazionario (come nel caso di un fondo d’investimento) è pari alla media ponderata delle duration dei singoli titoli che lo compongono.

RECESSIONE

ESPANSIONE

  • Rischio valutario. Può generare un apprezzamento ma anche un deprezzamento dell’investimento. Infatti, nel momento in cui si acquista un titolo denominato in una valuta diversa occorre convertire il capitale finale in euro (nel caso di un’obbligazione anche le cedole). Se la valuta in cui è denominato il titolo si è rivalutata sulla moneta unica europea aggiungerà performance all’ investimento e viceversa se avrà perso valore. Sebbene nel medio-lungo termine i tassi valutari tendano a rispecchiare la reale forza dell’economia del Paese cui si riferiscono, nel breve periodo le dinamiche dei mercati finanziari sono tali da rendere difficilmente prevedibile l’evoluzione del cambio.

  • Rischio Paese. Un’incognita che esiste da sempre (si pensi all’ Argentina nel 2001) ma che fino a poco tempo fa passava quasi sotto traccia. Dalla primavera del 2010, cioè da quando il fardello del debito sovrano europeo è diventato evidente, questa tipologia di rischio ha fatto conoscere i suoi effetti più devastanti, soprattutto quando viene sottovalutata.