Fineco advice plus Fee on top: come funziona e quando elimina i conflitti di interesse

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Fineco Advice plus fee on top nella consulenza finanziaria evoluta

Fineco Advice Plus fee on top conviene davvero oppure è una doppia commissione nascosta?

La consulenza evoluta Fineco advice plus fee on top è uno dei due modelli previsti da Fineco Advice plus (o Fineco advice+). Molti ne hanno sentito parlare, pochi capiscono davvero quando funziona e quando invece lascia in piedi proprio quel conflitto di interesse che dovrebbe eliminare.

 

Non è un dettaglio secondario. È la differenza tra una consulenza che lavora per te e una che lavora, anche involontariamente, per chi te la fornisce.

 

Perché nasce il conflitto di interesse nel modello tradizionale

Prima di capire la fee on top, bisogna capire da dove viene il problema che cerca di risolvere.

 

Nel modello di consulenza tradizionale, il consulente è remunerato attraverso le commissioni incorporate nei fondi che propone. Una parte del costo di gestione del fondo (la cosiddetta commissione di distribuzione) viene retrocessa alla banca e al consulente. Su un fondo con commissione di gestione dell’1,5%, per esempio, circa lo 0,40% può arrivare direttamente al consulente.

 

Il meccanismo è chiaro: più il fondo è costoso, più guadagna chi lo consiglia. O, a parità di commissione di gestione, se un fondo offre una percentuale di retrocessione più alta, diventa più conveniente collocarlo. Non per il cliente. Per chi lo vende.

 

Questo può condizionare le scelte anche senza una cattiva intenzione consapevole. I consulenti sono persone, e le persone sono influenzate dagli incentivi economici. Non è un’accusa: è semplicemente come funziona.

 

Come funziona la fee on top di Fineco advice plus

Con la fee on top, la remunerazione del consulente cambia struttura. Non arriva più dai prodotti, ma da una parcella trasparente addebitata direttamente sul conto corrente, concordata contrattualmente. Sai esattamente quanto paghi per la consulenza, separata dai costi del prodotto che acquisti.

 

Nel modello Fineco Advice+, la remunerazione del consulente è una percentuale della parcella mensile. Il resto va alla banca per l’utilizzo della piattaforma e dei servizi.

 

Quando la fee on top elimina il conflitto di interesse

La fee on top funziona bene quando il portafoglio è costruito solo con ETF e titoli diretti (azioni, obbligazioni). Questi strumenti non prevedono commissioni di distribuzione: nulla viene retrocesso alla banca, nulla al consulente.

 

In questo scenario, la logica è pulita: il consulente guadagna solo dalla parcella, indipendentemente da quello che mette in portafoglio. Un ETF non gli rende più o meno di un altro. Può scegliere liberamente ciò che è più efficiente per il cliente. Il conflitto di interesse sparisce alla radice.

 

Quando la fee on top non basta: il caso dei fondi

Il discorso cambia appena entrano i fondi comuni.

 

I fondi a gestione attiva hanno una struttura commissionale che include la retrocessione alla banca e al consulente. Se il consulente applica la fee on top ma continua a inserire fondi in portafoglio, si trova in una situazione ibrida: guadagna da due fonti contemporaneamente. La parcella esplicita sul conto. Le commissioni di distribuzione incorporate nel fondo.

 

Il meccanismo che genera il conflitto di interesse non è stato eliminato. È solo stato affiancato da un costo aggiuntivo esplicito. Per il cliente, in certi casi, può essere persino peggio del modello tradizionale: paga la parcella E sostiene i costi del prodotto, senza ottenere in cambio una consulenza davvero libera da incentivi.

 

Come ho scritto nella pagina sulla consulenza finanziaria evoluta: un professionista trasparente non avrà mai difficoltà a spiegare la sua struttura commissionale e a giustificare le sue scelte di investimento. Se la risposta non è chiara, è già una risposta.

 

La differenza tra ETF e fondi in questo contesto

Capire perché un ETF non genera retrocessioni e un fondo sì è il passaggio chiave per valutare qualsiasi modello di consulenza.

 

Un ETF replica passivamente un indice. Il suo costo di gestione copre solo la replica. Non c’è un gestore da pagare, non c’è una rete di distribuzione da incentivare. Per questo chi usa ETF con un consulente deve pagarlo a parte.

 

Un fondo a gestione attiva funziona diversamente: ha un gestore che seleziona i titoli, una casa di investimento che lo produce, una rete di distribuzione che lo colloca. Tutto questo ha un costo, e parte di quel costo torna sotto forma di retrocessione a chi lo ha venduto.

 

Non è detto che questo renda i fondi uno strumento peggiore in assoluto. Ho spiegato in dettaglio la differenza tra ETF e fondi perché il confronto va fatto sul rendimento netto complessivo, non sul costo isolato. Quello che conta è l’efficienza del portafoglio nel suo insieme, non del singolo strumento.

 

Fineco advice plus Fee on top e fee only: due modelli, due situazioni diverse

Advice+ prevede entrambi i modelli, e la scelta dipende da come è costruito il portafoglio.

 

La fee on top è il modello indicato per portafogli composti esclusivamente da ETF, ETC e titoli. Qui il conflitto di interesse è eliminato alla radice.

 

La fee only è il modello pensato per portafogli multiasset più complessi, che includono anche fondi. In questo caso, le commissioni di distribuzione (i cosiddetti rebate o abbuoni) vengono restituite al cliente. Accreditate sul conto lo stesso giorno in cui viene addebitata la parcella, eliminano il conflitto di interesse con qualsiasi strumento.

 

Due modelli, due logiche. Non sono intercambiabili.

 

La piattaforma di Fineco Advice plus è solo il contenitore

Fineco Advice+ è uno strumento potente. Ma la piattaforma è il contenitore: quello che conta è cosa ci viene costruito sopra.

 

Applicare la fee on top su fondi inefficienti non è consulenza evoluta. È un modello ibrido che duplica i costi senza eliminare i conflitti. Applicarla correttamente, su un portafoglio di ETF e titoli selezionati in base alla loro efficienza reale, è un’altra cosa.

 

I soldi rappresentano tempo tolto alla vita per produrli. Meritano una gestione che metta sempre gli interessi del cliente al primo posto. Non un modello che lo faccia sembrare tale.

 

Quando scelgo gli strumenti da inserire in portafoglio, lo faccio in base alla loro efficienza e alla loro capacità di battere o replicare il mercato. Non in base ai margini che generano per me. Questo vale per ogni cliente, con qualsiasi modello di remunerazione.

 

Se vuoi capire se il tuo portafoglio attuale è davvero strutturato senza conflitti di interesse, contattami per un’analisi gratuita. Come consulente finanziario Fineco, posso verificare non solo la struttura dei costi ma anche l’efficienza complessiva del tuo portafoglio.

Immagine di Alessio Zaccanti

Alessio Zaccanti

Alessio Zaccanti è un consulente finanziario FinecoBank con certificazioni internazionali EFA ed ESG, iscritto all’Albo OCF (Delibera Consob n°16108 del 18-09-2007), soggetto autorizzato e vigilato da Consob e IVASS (RUI sezione E n. 46141).

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