Ho perso il conto di quanti dossier Advice+ ho visto aperti con la liquidità di una società, ma intestati alla persona fisica del titolare. Il capitale è dell’azienda. La fattura, quando arriva, va al privato. E quel costo, che potrebbe abbattere il reddito imponibile dell’impresa, resta fuori dal bilancio come se non esistesse.
Il costo della consulenza Fineco Advice Plus intestata a una Persona Giuridica può diventare un costo deducibile dal reddito d’impresa. Serve però che il dossier titoli sia a nome della società e che venga inviata una richiesta scritta all’amministrazione di Fineco per attivare la fatturazione elettronica verso l’azienda. Senza quella richiesta la fattura non viene emessa, e un costo che potrebbe scaricare le tasse resta semplicemente invisibile alla contabilità.
Il problema non è Fineco, è la procedura che nessuno attiva
Fineco Advice+ funziona identico sia che il cliente sia una persona fisica sia una Persona Giuridica. Quello che cambia è tutto quello che sta intorno: intestazione del dossier, e soprattutto la fattura. Come consulente finanziario Fineco, la prima domanda che faccio a un imprenditore che vuole investire la liquidità aziendale è semplice: a nome di chi apriamo il dossier?
Nella mia esperienza la risposta, il più delle volte, è quella sbagliata. Il dossier è intestato a nome del titolare anche quando i soldi erano della società e si ignorava questo vantaggio. Succede perché aprire un dossier a nome di una Persona Giuridica richiede passaggi in più. Non è un limite del prodotto Fineco Advice Plus. È un buco di competenza che deriva dalla breve esperienza nel campo.
Prima condizione: il dossier deve essere della società
Per rendere deducibile il costo di Advice+ il dossier titoli deve essere intestato alla Persona Giuridica, non al suo amministratore o socio. È il primo passaggio, ed è quello che quasi sempre salta quando l’azienda ha già una relazione con Fineco a titolo personale del titolare.
Se stai già ragionando su come impiegare la liquidità aziendale invece di lasciarla ferma sul conto corrente, è lo stesso discorso che affronto parlando di gestione della tesoreria aziendale: prima si sistema la forma, chi intesta cosa, poi si costruisce la sostanza, dove investire e con quale consulenza.
La richiesta scritta a Fineco: cosa serve
Una volta che il dossier è a nome della società, il passaggio successivo è chiedere l’attivazione della fatturazione elettronica. Si fa con una mail all’amministrazione di Fineco, all’indirizzo amministrazionenetwork@fineco.it, indicando ragione sociale e dati della Persona Giuridica, il Codice Destinatario SDI (il Codice ID Interscambio) oppure, in alternativa, l’indirizzo PEC dell’azienda, un indirizzo email dove ricevere le notifiche di stato dell’invio, e l’eventuale indicazione di un regime fiscale particolare, quando applicabile, per la corretta causale di esonero in fattura.
| Dato richiesto | A cosa serve |
|---|---|
| Ragione sociale e dati della Persona Giuridica | Identifica il soggetto intestatario della fattura elettronica |
| Codice Destinatario SDI (Codice ID Interscambio) o PEC | Indica il canale di recapito della fattura tramite il Sistema di Interscambio |
| Indirizzo email per le notifiche SDI | Riceve gli aggiornamenti di stato dell’invio: accettata, scartata, mancata consegna |
| Regime fiscale speciale, se applicabile (forfettario, regime di vantaggio) | Permette a Fineco di applicare la causale di esonero corretta in fattura |
Senza questi dati Fineco non ha modo di generare una fattura elettronica valida. Il Sistema di Interscambio richiede un canale di recapito preciso: o il Codice Destinatario, o la PEC. Uno dei due deve esserci.
Cosa succede dopo l’invio: SDI e Cassetto Fiscale
Una volta ricevuta la richiesta, Fineco genera la fattura elettronica in formato XML e la trasmette tramite il Sistema di Interscambio. Da lì il documento arriva nel Cassetto Fiscale dell’azienda, esattamente come qualsiasi altra fattura di un fornitore. Il commercialista la recepisce in contabilità come costo per servizi di consulenza, alla pari di una fattura di un qualsiasi altro professionista.
Non è un’operazione che si ripete a ogni mese. Una volta impostata la fatturazione verso la Persona Giuridica, resta attiva. Il problema, quasi sempre, è semplicemente non averla mai chiesta.
Fee on top o fee only: cambia qualcosa per la deducibilità?
La struttura della parcella incide, ma non sulla deducibilità in sé. Incide su quanto è chiaro, a fattura ricevuta, cosa si sta effettivamente pagando. Nel modello fee on top come nel fee only, la parcella è separata dai prodotti e addebitata direttamente, non incorporata nel costo di un fondo (lo racconto nel dettaglio parlando del modello fee only). Questo è proprio ciò che la rende identificabile come voce di costo a sé stante, distinta dal capitale investito, e quindi trattabile come una spesa per servizi professionali.
Vale per qualsiasi tipo di società?
Il discorso riguarda le Persone Giuridiche in generale, quindi SRL, SPA e simili, a prescindere dal regime contabile, ordinario o semplificato. Cambia solo il modo in cui il commercialista documenta e giustifica il costo, non il principio di fondo: se il dossier è della società e la fattura è intestata alla società, quel costo entra nel conto economico come qualsiasi altra spesa per consulenza professionale.
La deducibilità non è automatica: cosa verifica il commercialista
Ricevere la fattura elettronica è la condizione necessaria, non quella sufficiente. Perché il costo sia effettivamente deducibile dal reddito d’impresa, deve rispettare il principio di inerenza previsto dall’articolo 109 del TUIR: la spesa deve essere collegata all’attività dell’impresa, documentata correttamente e di importo congruo rispetto al servizio reso.
Questo lo verifica sempre il fiscalista dell’azienda, caso per caso. Dipende dal regime contabile della società, dalla natura dell’attività svolta e da come viene motivato il collegamento tra la consulenza sulla liquidità aziendale e l’attività d’impresa. Io mi occupo solo della parte Fineco, dal dossier alla fattura. La parte fiscale resta sempre un lavoro del commercialista, e va sempre verificata con lui prima di portare il costo a bilancio.
Ho visto aziende recuperare margine fiscale semplicemente cambiando questo approccio, senza toccare una virgola della strategia di investimento. Il problema quasi mai è dove investire la liquidità. È la burocrazia che nessuno ha mai attivato.
Faq
Il costo di Fineco Advice Plus è deducibile per la mia azienda?
Sì, a condizione che il dossier titoli sia intestato alla Persona Giuridica e che venga attivata la fatturazione elettronica verso l’azienda. La deducibilità effettiva va poi verificata dal commercialista in base al principio di inerenza previsto dall’articolo 109 del TUIR.
A chi devo scrivere per attivare la fattura elettronica Fineco per la mia società?
La richiesta va inviata all’amministrazione di Fineco all’indirizzo amministrazionenetwork@fineco.it, indicando ragione sociale, Codice Destinatario SDI (o PEC) e l’email per le notifiche di stato dell’invio.
Cosa serve per intestare il dossier Advice Plus a una Persona Giuridica?
Serve aprire, o convertire, il dossier titoli a nome della società, con i documenti societari richiesti da Fineco. Solo con il dossier intestato alla Persona Giuridica la fattura elettronica può poi essere emessa correttamente verso l’azienda.
Quanto tempo serve per ricevere la prima fattura elettronica?
Non esiste un tempo standard pubblicato da Fineco: dipende dai tempi di lavorazione dell’amministrazione una volta ricevuta la richiesta completa, con ragione sociale, Codice Destinatario o PEC ed email per le notifiche.
La scelta tra fee on top e fee only cambia la deducibilità del costo?
No, entrambi i modelli prevedono una parcella separata dai prodotti e quindi fatturabile e deducibile allo stesso modo. Cambia il meccanismo del costo reale sopportato dal cliente, che nella fee only è alleggerito dagli abbuoni, non la natura fiscale del costo per l’azienda.


