La consulenza finanziaria evoluta di Fineco Advice plus fee only o fee on top, nasce con uno scopo preciso: eliminare il conflitto di interesse tra consulente e cliente. Ma c’è un dettaglio che in pochi hanno davvero capito: fee on top e fee only non funzionano allo stesso modo.
Una elimina il conflitto solo in certi casi. L’altra lo elimina sempre. E la differenza non è tecnica. È sostanziale.
Il conflitto di interesse nasce dalla struttura commissionale
Per capire cosa cambia tra i due modelli, bisogna partire da un punto che quasi nessuno spiega chiaramente: ETF e fondi non hanno la stessa struttura dei costi.
Un ETF replica passivamente un indice. Il suo costo di gestione, diciamo lo 0,25%, copre esclusivamente quella replica. Non è prevista alcuna remunerazione per la banca, né per il consulente. Zero.
Un fondo a gestione attiva funziona diversamente. Il suo costo totale, supponiamo l’1,5%, non è una voce unica. È composto da una quota destinata al gestore e da una quota destinata alla distribuzione: una parte va alla banca, una parte al consulente. Ed è proprio su questa seconda componente che nasce il conflitto di interesse.
Perché più il fondo costa, più il consulente guadagna. O, ancora più sottile: a parità di commissione di gestione, più è alta la percentuale di retrocessione, più conviene collocarlo. E questo può condizionare le scelte, anche inconsapevolmente.
Fineco Advice plus fee on top: ottima con gli ETF, insufficiente con i fondi
La fee on top risolve elegantemente il problema, ma solo in parte.
Con ETF e titoli funziona perfettamente. Il consulente non riceve nulla dallo strumento, e viene remunerato esclusivamente attraverso la parcella concordata (in realtà una percentuale di questa, diciamo meno della metà, poiché l’altra parte va alla banca che fornisce la piattaforma e i servizi associati). Il conflitto di interesse scompare.
Il problema si pone quando nel portafoglio entrano i fondi. In quel caso il consulente continua a percepire le commissioni previste dal fondo, in aggiunta a una quota della parcella. Il meccanismo tradizionale non è stato eliminato. È solo stato affiancato da un costo esplicito che non cambia la sostanza: il consulente ha ancora un interesse economico nella scelta dello strumento.
Cos’è la fee only di Fineco Advice plus e come funziona il meccanismo degli abbuoni
La fee only è l’unico modello che risolve il conflitto di interesse in ogni situazione, anche quando in portafoglio ci sono i fondi.
Il meccanismo si chiama abbuoni, o rebates. La quota di distribuzione del fondo, quella che normalmente remunera banca e consulente, non rimane al consulente: viene restituita interamente al cliente, accreditata direttamente sul conto corrente lo stesso giorno in cui viene addebitato il canone di consulenza.
Un esempio concreto
Supponiamo che la quota di distribuzione del fondo sia lo 0,90% (1,50% commissione totale di cui lo 0,90% da dividere tra banca e consulente Fineco) e che la parcella di consulenza sia dell’1%. Il costo effettivo della consulenza per il cliente sarà solo lo 0,10%. Il consulente viene remunerato esclusivamente attraverso parte della parcella, senza ricevere nulla dallo strumento scelto.
Questo significa che può selezionare fondi, ETF o titoli esclusivamente in base alla qualità e al ruolo che hanno nel portafoglio, senza alcun condizionamento economico.
Il risultato è un circolo virtuoso: il cliente paga meno grazie all’abbuono, il portafoglio resta efficiente e il consulente è remunerato in modo equo e trasparente.
Fineco Advice plus fee only o fee on top: quale scegliere
La scelta dipende da come è costruito il portafoglio.
Se lavori esclusivamente con ETF e titoli, la fee on top è sufficiente e perfettamente efficace. Ma se il tuo portafoglio include anche fondi, la fee only è l’unico modello che elimina completamente ogni conflitto di interesse.
Non è una questione di preferenza. È una questione di coerenza tra il modello dichiarato e ciò che accade realmente nel tuo portafoglio.
“Un professionista trasparente non avrà mai difficoltà a spiegarti la sua struttura commissionale e a giustificare le sue scelte di investimento.” È una delle cose che dico sempre ai miei clienti. Perché la piattaforma è solo il contenitore. Il valore è nella qualità di ciò che ci viene costruito sopra.
La fee only nella pratica: il rischio di un uso distorto
Anche la fee only, se applicata male, può diventare uno strumento distorto.
Usare fondi con commissioni di gestione volutamente elevate, non per la loro qualità, ma perché generano rebates più alti.
Il ragionamento è: “un abbuono alto, può giustificare una parcella più alta”. Il cliente si ritrova con strumenti costosi che statisticamente peccano nella maggior parte dei casi di efficienza.
L’applicazione corretta prevede l’opposto: fondi scelti per la loro capacità di creare valore nel portafoglio. Gli abbuoni servono a garantire che il consulente sia remunerato equamente, non a gonfiare la parcella.
La differenza tra i due scenari non si vede sul contratto. Si vede nel tempo, nei rendimenti al netto di tutto.
Se vuoi capire se il tuo portafoglio è davvero strutturato senza conflitti di interesse, contattami per un’analisi gratuita.
Cos’è la fee only nella consulenza finanziaria?
È un modello di remunerazione in cui il consulente viene pagato esclusivamente attraverso la parcella concordata con il cliente. Le commissioni di retrocessione (rebates) generate dai fondi in portafoglio non rimangono al consulente, ma vengono restituite integralmente al cliente, di solito accreditate il giorno stesso in cui viene addebitata la parcella.
Qual è la differenza tra fee only e fee on top?
Con la fee on top il consulente percepisce la parcella in aggiunta alle commissioni di retrocessione dei fondi: il conflitto di interesse viene eliminato solo se il portafoglio è composto da ETF e titoli. Con la fee only, invece, le retrocessioni vengono restituite al cliente: il conflitto di interesse scompare in ogni situazione, anche con i fondi in portafoglio.
Gli abbuoni (rebates) vengono davvero restituiti al cliente?
Sì, nel modello fee only di Fineco Advice+ gli abbuoni vengono accreditati direttamente sul conto corrente del cliente lo stesso giorno in cui viene addebitato il canone di consulenza. Non è una promessa vaga: è un meccanismo automatico e trasparente.
La fee only costa di più della consulenza tradizionale?
Spesso no. Grazie alla restituzione degli abbuoni, il costo netto della consulenza per il cliente può essere significativamente inferiore alla parcella nominale. Nell’esempio dell’articolo, una parcella dell’1% si riduce a un costo effettivo dello 0,10% grazie a un rebate dello 0,90%.
Come capire se il mio consulente lavora in fee only o ha un conflitto di interesse?
Chiedi al tuo consulente di spiegarti la sua struttura commissionale in dettaglio: come viene remunerato, se percepisce retrocessioni dai fondi in portafoglio e se queste vengono restituite a te. Un consulente trasparente non avrà difficoltà a risponderti. Se la risposta è vaga o evasiva, è già una risposta.
È un modello di remunerazione in cui il consulente viene pagato esclusivamente attraverso la parcella concordata con il cliente. Le commissioni di retrocessione (rebates) generate dai fondi in portafoglio non rimangono al consulente, ma vengono restituite integralmente al cliente, di solito accreditate il giorno stesso in cui viene addebitata la parcella.
Con la fee on top il consulente percepisce la parcella in aggiunta alle commissioni di retrocessione dei fondi: il conflitto di interesse viene eliminato solo se il portafoglio è composto da ETF e titoli. Con la fee only, invece, le retrocessioni vengono restituite al cliente: il conflitto di interesse scompare in ogni situazione, anche con i fondi in portafoglio.
Sì, nel modello fee only di Fineco Advice+ gli abbuoni vengono accreditati direttamente sul conto corrente del cliente lo stesso giorno in cui viene addebitato il canone di consulenza. Non è una promessa vaga: è un meccanismo automatico e trasparente.
Spesso no. Grazie alla restituzione degli abbuoni, il costo netto della consulenza per il cliente può essere significativamente inferiore alla parcella nominale. Nell’esempio dell’articolo, una parcella dell’1% si riduce a un costo effettivo dello 0,10% grazie a un rebate dello 0,90%.
Chiedi al tuo consulente di spiegarti la sua struttura commissionale in dettaglio: come viene remunerato, se percepisce retrocessioni dai fondi in portafoglio e se queste vengono restituite a te. Un consulente trasparente non avrà difficoltà a risponderti. Se la risposta è vaga o evasiva, è già una risposta.


