“Mi trasferisco all’estero, posso tenere il conto Fineco?” È la domanda che mi arriva più spesso da chi sta per partire. E quasi sempre è la domanda sbagliata, perché tratta “residente all’estero” come se fosse un concetto unico.
Il conto non residenti Fineco è un conto corrente a tasso creditore zero riservato alle persone fisiche non residenti in Italia. Si apre solo tramite un consulente Fineco, include deposito titoli e CashPark, ma non prevede carte di credito, fidi e assegni. Il canone è di 3,95 euro al mese, azzerabile.
Prima di arrivare a costi e servizi, però, c’è un passaggio che chi vive fuori dall’Italia salta quasi sempre. Ed è quello che decide se stai aprendo il conto giusto e, soprattutto, se hai davvero chiuso con il fisco italiano.
Residente all’estero: tre definizioni che non coincidono
Quando dici “vivo all’estero” stai mettendo insieme tre cose che per la legge italiana sono distinte. Confonderle è l’errore più frequente. E anche il più costoso.
L’iscrizione all’AIRE
L’AIRE è l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Iscriversi è un obbligo: la dichiarazione va fatta al consolato entro 90 giorni dal trasferimento, e chi la omette rischia una sanzione da 200 a 1.000 euro per ogni anno. Ma resta un dato formale. Da sola non dice dove paghi le tasse.
La residenza fiscale, con le regole in vigore dal 2024
Dal 1° gennaio 2024 l’articolo 2 del TUIR, riscritto dal D.Lgs. 209/2023, considera fiscalmente residente in Italia chi, per la maggior parte dell’anno (183 giorni, 184 nei bisestili, contando anche le frazioni di giorno), ha in Italia la residenza civilistica, il domicilio oppure la semplice presenza fisica. Ne basta una.
Il domicilio, ai fini fiscali, è il luogo dove si sviluppano in via principale le tue relazioni personali e familiari. Non quello dove hai il conto o il lavoro.
L’iscrizione all’anagrafe italiana, invece, è diventata una presunzione relativa: chi è iscritto si presume residente, salvo prova contraria. Vale anche il rovescio, ed è il punto che interessa a chi è all’AIRE. Cancellarsi dall’anagrafe non basta, se gli altri criteri ti riportano in Italia.
La Circolare 20/E del 4 novembre 2024 dell’Agenzia delle Entrate porta un esempio molto concreto. Una persona si iscrive all’AIRE e lavora all’estero, ma tiene una casa in Italia con le utenze attive, ci rientra nei fine settimana e ci passa le ferie. Secondo l’Agenzia potrebbe avere ancora il domicilio qui. E quindi essere ancora residente per il fisco.
C’è poi un caso particolare. Per i cittadini italiani cancellati dall’anagrafe e trasferiti in un Paese a fiscalità privilegiata della lista ministeriale, la legge presume la residenza in Italia salvo prova contraria (art. 2, comma 2-bis, TUIR). Dal 2024 la Svizzera non è più in quell’elenco.
Tutto questo riguarda la norma italiana. Se anche il Paese dove vivi ti considera residente, il conflitto si risolve con le regole della convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Stati.
Non residente ai fini valutari: il criterio che guarda la banca
La terza definizione è quella a cui rimanda il foglio informativo del conto: l’art. 1, comma 2, del DPR 148/1988. Tra i non residenti indica il cittadino italiano con dimora abituale all’estero.
Il problema nasce esattamente qui. Puoi essere non residente per la banca, iscritto all’AIRE, e restare residente per il fisco italiano. Il conto non residenti non certifica niente all’Agenzia delle Entrate: è la conseguenza di una situazione, non la prova che quella situazione sia fiscalmente in ordine.
Come funziona il conto non residenti Fineco
I conti correnti Fineco ordinari, nelle versioni ONE, Classic e MAX, richiedono la residenza fiscale e anagrafica in Italia. Chi non ce l’ha ha a disposizione un conto dedicato, con caratteristiche precise:
- è riservato esclusivamente alle persone fisiche non residenti in Italia
- l’adesione passa solo da un consulente Fineco (Personal Financial Advisor), quindi non si apre in autonomia come i conti ordinari
- l’apertura attiva in automatico il deposito titoli e il conto deposito CashPark
- si può attivare il servizio Multicurrency, per comprare e vendere titoli direttamente in valuta estera
- si usa online, al telefono e da app
C’è poi una regola che pesa soprattutto sulle coppie. Fineco non consente conti cointestati tra un residente in Italia e un non residente, né tra intestatari residenti in Paesi diversi. Se parti tu e il tuo partner resta in Italia, il conto comune non è una strada percorribile.
Cosa non puoi fare con il conto non residenti
Qui il conto mostra la sua vera natura. Il foglio informativo esclude espressamente le carte di credito, le aperture di credito e i prestiti personali, la convenzione assegni e i versamenti agli ATM abilitati, insieme a versamenti e prelievi agli sportelli UniCredit.
Aggiungici il tasso creditore a zero sulla liquidità. La carta di debito c’è (Fineco Card Debit, circuiti Bancomat e Visa Debit), quindi prelevare e pagare si può. Ma usarlo come conto principale nel Paese dove vivi ha poco senso: stipendio locale, affitto e utenze passano quasi sempre da una banca del posto.
Il mio punto di vista è netto. Il conto non residenti è un presidio per investire in Italia, non un sostituto del conto di tutti i giorni. Chi lo apre aspettandosi l’operatività che aveva prima di partire resta deluso.
Quanto costa il conto non residenti Fineco
Costi del conto non residenti Fineco
| Voce | Costo | Note |
|---|---|---|
| Apertura del conto | 0 euro | |
| Canone | 3,95 euro al mese (47,40 euro l’anno) | Azzerabile con gli sconti del foglio |
| Imposta di bollo sul conto | 34,20 euro l’anno | |
| Totale spese annue senza sconti | 81,60 euro | Canone più bollo |
| Fineco Card Debit | 9,95 euro l’anno | Più 2,25 euro di spedizione |
| Carta di credito | Non disponibile | |
| Fido e prestiti personali | Non disponibili | |
| Bonifico SEPA | 0 euro | |
| Bonifico extra-SEPA | 9,95 euro | 0 euro se soggetto al Reg. CE 924/2009 |
| Tasso creditore | 0% | |
| Chiusura del conto | 0 euro |
Il canone di 3,95 euro al mese si azzera al verificarsi di una delle condizioni previste dal foglio. Per esempio:
- accredito dello stipendio, o movimenti continuativi in entrata oltre 1.500 euro per tre mesi
- Advice o Advice+ da almeno 20.000 euro collegati al conto
- almeno 40.000 euro di risparmio gestito
- almeno 4 ordini di trading eseguiti nel mese
- versamenti al fondo pensione da almeno 1.000 euro l’anno
- età fino a 30 anni
Fineco prevede periodicamente promozioni sul canone per i nuovi correntisti: prima di aprire il conto conviene controllare il foglio informativo in vigore in quel momento.
Al conto si aggiunge l’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno. Sul deposito titoli si applica il bollo previsto dalla normativa vigente, che ho spiegato nella guida al bollo sul dossier titoli. Per curiosità, il caso opposto (residente in Italia con conti presso intermediari esteri) non paga il bollo ma l’IVAFE: è una delle forme di patrimoniale che in Italia paghi già.
Fisco: cosa resta tassato in Italia se vivi all’estero
Se sei davvero non residente per il fisco, l’Italia tassa solo i redditi prodotti nel suo territorio, elencati dall’art. 23 del TUIR. Alcune esclusioni riguardano proprio chi tiene conto e investimenti in Italia.
Interessi sul conto corrente
Gli interessi su depositi e conti correnti bancari non sono redditi di fonte italiana per un non residente. Sul conto non residenti la questione è teorica: il tasso è zero.
Plusvalenze su azioni e titoli quotati
Sono escluse le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate in società quotate su mercati regolamentati e quelle sui titoli negoziati in mercati regolamentati.
Attenzione a una distinzione che sbagliano in molti. I proventi di fondi ed ETF il fisco italiano li classifica come redditi di capitale, non come redditi diversi, e seguono regole proprie: vanno verificati caso per caso. Lo stesso vale per i dividendi di società italiane, che restano redditi di fonte italiana. La ritenuta si applica qui e può essere ridotta dalla convenzione con il tuo Paese: è il meccanismo della doppia tassazione dei dividendi esteri, visto dall’altra parte del confine.
Il regime fiscale del conto
Con il conto non residenti si passa al regime dichiarativo. Le differenze pratiche rispetto all’amministrato le trovi nella guida su regime amministrato o dichiarativo.
Un’ultima precisazione, perché è qui che nascono le sorprese. “Escluso in Italia” non significa esente ovunque. Il Paese in cui risiedi di solito tassa i tuoi redditi mondiali, e quanto paghi dipende dalla sua legge e dalla convenzione con l’Italia. Per questo il lavoro va fatto a due mani, con un commercialista del Paese di residenza.
Hai già un conto Fineco e ti trasferisci all’estero?
È la domanda più concreta di tutte. Il conto ordinario richiede residenza fiscale e anagrafica in Italia: quando la perdi, il conto va trasformato in conto non residenti. Come si fa dipende da una cosa sola, cioè se hai o no un consulente associato.
Se hai un consulente Fineco associato, la trasformazione passa dalla firma del consulente. Quando un mio cliente si trasferisce all’estero sono io a firmare la richiesta, e lui non deve gestire la pratica da solo da un altro Paese.
Se non hai un consulente associato, la trasformazione può avvenire anche con un semplice scambio di email tra te e helpdesk@finecobank.com.
Discorso diverso per il Conto Trading: il contratto prevede la chiusura del rapporto se si perde la residenza italiana.
Il consiglio pratico resta uno: muoviti prima di partire, non dopo. E se il conto è cointestato con qualcuno che resta in Italia, ricordati che la cointestazione tra residente e non residente non è ammessa: va ripensata prima del trasferimento.
Perché questo conto passa sempre da un consulente
Il conto non residenti si apre solo con un consulente, e non è un dettaglio burocratico. Chi vive all’estero si trova a gestire due sistemi fiscali, due banche e due fusi orari, e avere qualcuno che segue al posto suo le vicende finanziarie, politiche e fiscali italiane gli libera tempo ed energie.
Io lavoro come consulente finanziario Fineco in modalità completamente digitale, con incontri su Google Meet, Zoom o Teams. Per un cliente che vive a Londra o a Dubai cambia poco rispetto a uno che vive a Roma: la professionalità non dipende da dove risiedi. Se il portafoglio è seguito con Fineco Advice Plus da almeno 20.000 euro collegati al conto, il canone si azzera.
Il conto, in fondo, è la parte facile. Quella che decide se hai fatto bene è capire, prima di fare le valigie, dove sarai residente per il fisco. Tutto il resto viene dopo.
Domande frequenti
Posso aprire un conto Fineco se vivo all’estero?
Sì, ma non il conto ordinario, che richiede residenza fiscale e anagrafica in Italia. Per chi è non residente esiste il conto non residenti Fineco, riservato alle persone fisiche e attivabile solo tramite un consulente Fineco, con deposito titoli e CashPark inclusi.
Basta l’iscrizione all’AIRE per non pagare più le tasse in Italia?
No. Dal 2024 conta l’art. 2 del TUIR: sei residente in Italia se per la maggior parte dell’anno hai qui residenza civilistica, domicilio o presenza fisica. L’AIRE è un dato formale e, secondo l’Agenzia delle Entrate, una casa in Italia con rientri frequenti può mantenere il domicilio.
Quanto costa il conto non residenti Fineco?
Apertura gratuita, canone di 3,95 euro al mese (47,40 euro l’anno) azzerabile, per esempio con Advice o Advice+ da almeno 20.000 euro collegati al conto, più l’imposta di bollo di 34,20 euro annui. Senza sconti il totale indicato dal foglio informativo è 81,60 euro.
Si può avere un conto cointestato tra residente e non residente?
No. Fineco non consente conti cointestati tra un residente in Italia e un non residente, né tra intestatari residenti in Paesi diversi. Tutti gli intestatari devono risiedere in Italia oppure nello stesso Paese estero, quindi una coppia divisa tra due Paesi deve scegliere soluzioni separate.
Cosa succede al mio conto Fineco se mi trasferisco all’estero?
Il conto ordinario va trasformato in conto non residenti. Se hai un consulente Fineco associato, la trasformazione passa dalla sua firma; se non ce l’hai, può avvenire anche con uno scambio di email con helpdesk@finecobank.com. Il Conto Trading, invece, secondo il contratto viene chiuso.


